Avere un attacco di panico è sicuramente spiacevole ma lo è ancora di più se quando lo si vive non si è consapevoli di cosa ci stia accadendo.
Certo, sapere che stiamo vivendo un attacco di panico non risolve il problema, ma dare un nome a quella sensazione spiacevole e soprattutto sapere che di lì a poco passerà è il primo passo per gestirlo nel modo migliore.

Come si manifesta. L’attacco di Panico può manifestarsi in modi differenti: cuore che batte all’impazzata, dolore al petto, la sensazione di non riuscire più a respirare, forti tremori oppure sensazioni di sbandamento e testa “ovattata”, nausea e confusione.

Quando arriva. Generalmente arriva all’improvviso indipendentemente dalla situazione che si sta vivendo, altre volte invece compare in situazioni o momenti particolarmente stressanti o di difficoltà. La durata di un attacco di panico varia da pochi minuti a mezz’ora.

Cosa fare. Sappiate innanzitutto che anche se le sensazioni sono spiacevolissime e si ha la sensazione di perdere il controllo, l’attacco di panico non è pericoloso. Quindi non abbiaattacchi-di-panico-pinerolo-222x300te paura dei sintomi, ciò che bisogna fare è sedersi (se possibile) e respirare lentamente, profondamente e regolarmente. Il tipo di respirazione più adatto in una condizione di panico è la respirazione diaframmatica, una tecnica di respirazione profonda utile a gestire meglio il panico e, se fatta costantemente, ad ottenere una serie innumerevole di benefici.
Se la vostra mente è invasa da pensieri catastrofici circa le conseguenze negative dell’attacco cercate di utilizzare qualsiasi mezzo per non amplificarli tentando di distrarvi ad esempio prestando attenzione alle cose concrete intorno a voi o visualizzando un’immagine rifugio che possa trasmettervi serenità.

Durante un convegno tenuto al National Institute of Health (NIH 1991) sotto il patrocinio del National Institute of Mental Health e l’Office Medical Applications of Research, sono state recensite tutte le informazioni disponibili sul disturbo di panico e i suoi trattamenti.
Le conclusioni furono che il protocollo COGNITIVO COMPORTAMENTALE può raggiungere risultati significativi nel 70-90% dei casi.