
La balbuzie è un disturbo del linguaggio di origine nervosa senza alterazione degli organi di fonazione. La ripetizione e il prolungamento dei fonemi o delle sillabe e le pause tese caratterizzano il disturbo provocando disagio ed imbarazzo nella persona balbuziente. Studi italiani confermano una diffusione del disturbo intorno all’1% tra la popolazione adulta a cui va aggiunto un 4% della popolazione di studenti della scuola dell’obbligo.
La difficoltà nell’eloquio interferisce in modo significativo nelle relazioni sociali, nei risultati scolastici e lavorativi della persona
Caratteristiche
La persona con balbuzie mostra una serie di atteggiamenti specchio del loro disagio:
- tendono a non guardare negli occhi l’interlocutore
- hanno una respirazione irregolare e parlano inalando poca aria nei polmoni
- tendono a rimanere silenziosi per evitare di mostrare le difficoltà nell’eloquio
- avviano spesso il discorso con espressioni tipo “dunque”, “vediamo”, ”come sai” per contrastare l’ansia dell’incipit
- le parole ostacolo sono evitate e sostituite con altre parole di significato simile
Cause della balbuzie
Ruolo importante lo gioca il fattore ereditario: circa il 70% dei balbuzienti ha famigliari con lo stesso disturbo, inoltre la probabilità di avere un figlio con balbuzie è maggiore se a soffrire del disturbo è la mamma.
Oltre al fattore ereditario, elemento da considerare causa del disturbo è il forte disagio emotivo ed una forte ansia.
La paura di balbettare porta a una costante attenzione sul “come” piuttosto che sul “cosa” dire.
Trattamento della balbuzie
Eliminare o ridurre la balbuzie è l’obiettivo della terapia Cognitivo Comportamentale: per farlo è necessario aiutare il paziente ad affrontare le situazioni temute analizzando i pensieri negativi e rendendo il paziente in grado di gestire le emozioni che prova. Tra le tecniche utilizzate vi sono tecniche di respirazione e instaurazione della fluenza, rilassamento, desensibilizzazione sistematica, training assertivo, ristrutturazione cognitiva.